A passo d’uomo
Antonio Spadaro
Una storia di Gesù con i piedi per terra
Marsilio, pp.203, euro 19
A passo d’uomo (Una storia di Gesù con i piedi per terra, Marsilio, pp.203, euro 19), l’ultimo libro di Antonio Spadaro, è un racconto dei Vangeli fondato non solo sui contenuti della Parola, ma anche sui segni che possono interpretarla nella realtà fenomenica e fisica. «Il racconto che stiamo per attraversare non viene dall’alto… ma procede dal basso, al livello della strada», scrive l’autore nella introduzione. Il volume, infatti, si dispiega in un’originale lettura simbolica dei Vangeli, riferita a precisi elementi fisici – l’acqua, la pietra, la sabbia – che diventano, nel riflesso della fede, luoghi teologici, espressi in una visione attiva e dinamica dell’esistenza. Si tratta di un libro suggestivo, scritto sul filo di una spiritualità immersiva, calata concretamente nel tempo dell’uomo. «Ogni uomo conosce un mare da attraversare, una roccia da affrontare, una sabbia da calpestare, un passo da misurare», scrive Spadaro. La struttura dell’opera, la cui prefazione, di una ispirata semplicità, è di Patti Smith, è concepita come una partitura filmica e organizzata, potrebbe dirsi, secondo una scansione cinematografica. Ne deriva l’idea, quanto mai attuale, di una fede in movimento, in azione, in cui Cristo assume la figura del camminatore, che lascia sul suo percorso non solo esempi, parabole, ammonizioni, esortazioni, ma anche emblematici indizi: l’impronta dei suoi passi, l’eco della sua voce, il vuoto della sua assenza e il pieno della sua divina presenza. Non si tratta di un libro teoretico o esegetico e neppure di meditazione. A passo d’uomo vuole raccontare attraverso il Vangelo la concreta esperienza della fede nell’attualità della vita. Dove non si è soli, si è sempre accompagnati, nella fragilità e non di rado nella sofferenza. Scrive l’autore: «Le cose diventano intellegibili quando le riportiamo alla nostra misura, al passo che possiamo tenere, alla distanza che possiamo colmare, alla parola che possiamo pronunciare». In questa chiave, in un clima di libertà intuitiva — dove notazioni, pensieri e spunti si aprono con taglio rivelativo, pur segnati da lunga rimeditazione — il racconto assume una forma di testimonianza. Le pagine si caricano di umanità, si confrontano non solo con le idee, ma anche con le contingenze della storia: «Solo se stanno insieme, gravità e trascendenza ci permettono di lasciare una nostra traccia sulla terra». I passaggi poetici imprimono al racconto un incanto sensoriale; i frequenti richiami alla pittura ne offrono il corrispettivo visivo. Un libro prezioso, per il suo raro modo di coinvolgerci alla sequela di quel Cristo che cammina con noi nella quotidianità della nostra esistenza. Con la certezza, scrive Patti Smith nella premessa, che «Gesù cammina da tempo immemorabile, i suoi piedi come di ottone brunito, a illuminare un susseguirsi di soglie. A ogni nostro passo in questa via, lui è accanto a noi. Mentre siamo avviluppati nei nostri pensieri, lui è a un pensiero da noi».
Giorgio Agnisola
